Migliorare il modo di giocare a poker
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- Creato Martedì, 14 Dicembre 2010 08:01
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- Categoria: Strategia
Le cinque regole più importanti.
Vogliamo giocare meglio a poker ed aumentare i nostri profitti?
E' probabile che abbiamo bisogno di insegnamenti, ma non sappiamo dove cercarli. Siamo fortunati a giocare ora, perché ci sono moltissime possibilità di apprendimento. Gli anziani hanno dovuto imparare con l'esperienza, attraverso un processo lento e oneroso, mentre con i metodi e le opportunità odierne la curva di apprendimento può essere molto più ripida.
Ma esistono talmente diversi mezzi per imparare che può essere complicato scegliere le migliori per noi. Possiamo leggere libri, o visionare DVD, iscriverci a dei siti, utilizzare l'hand tracking o altri tipi di software, andare a lezioni dal vivo, partecipare a dei forum online, unirci a un gruppo di discussione, ci possiamo aiutare a vicenda con un amico o "pagare" un allenatore (coach, come dicono gli americani) personale. Ovviamente dobbiamo fare la scelta più appropriata per noi, e quale questa sia dipende dai nostri punti di forza, dalle nostre debolezze, dagli obiettivi che abbiamo e da molti altri fattori. Tantissime persone sprecano tempo e denaro scegliendo il tipo errato di aiuto, ed in questa serie cerchiamo di aiutarvi a fare la scelta migliore. Cominciamo con cinque regole generali:
1) Applichiamo la teoria dell'apprendimento.
2) Siamo pronti a lavorare.
3) Capiamo bene ciò che ci occorre.
4) Scegliamo gli attrezzi più adatti.
5) Usiamoli nel modo più corretto.
Applichiamo la teoria dell'apprendimento:
Migliaia di analisi approfondite hanno dato vita a svariati forti principi, e noi dovremo metterli in pratica almeno due:
1. Le attività di apprendimento del poker devono venire svolte in ordine razionale.
2. Quello che fa lo studente e molto più importante di quello che fa l'insegnante.
La maggioranza dei buoni insegnanti, dall'inizio delle scuole materne, alle elementari, applicano bene i concetti primari. Iniziano insegnando i principi base, e poi proseguono aggiungendo via via quelli più complicati. La matematica offre la sequenza più rigorosa: conto, addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione, ed altro ancora. E' praticamente impossibile comprendere i concetti avanzati senza prima aver appreso quelli di base, e lo stesso vale, anche se in modo meno drastico, per quasi tutte le altre materie.
Sfortunatamente molti "insegnanti" di poker, non hanno studiato la teoria dell'apprendimento. Padroneggiano la strategia di gioco ma ignorano come insegnarla. In modo particolare fanno molti errori di sequenza: molti libri, video e lezioni sono un conglomerato confusionario di concetti base, intermedi e avanzati. C'è un video sul Texas Hold'em No Limit che comincia spiegando quando e come andare all-in. Si tratta certo di un concetto molto importante, ma non va insegnato alla prima lezione, perché sarebbe come cercare d'insegnare lo studio di funzioni ad uno che non conosce l'algebra.
Dato quindi che il materiale è strutturato male, siamo noi che dobbiamo organizzare bene le nostre attività. Evitiamo mezzi che non si adattano alle nostre capacità o alla nostra situazione. Non cerchiamo, per esempio, di imparare da trasmissioni televisive dove giocatori fortissimi fanno l'uno contro l'altro mosse estremamente sofisticate. Non solo non ci servirà, ma spesso ci perderemo: spesso gli abbiamo visto chiamare rilanci con carte pessime, che sanno far fruttare perché giocano benissimo e sono in una situazione molto particolare. Se lo facciamo noi, stiamo semplicemente gettando via denaro. Molti insegnanti, inoltre, di qualsiasi materia, non comprendono o non applicano il secondo principio: quello che fa lo studente è molto più importante di quello che fa l'insegnante. Tendono invece a concentrarsi sulle loro mosse:
- Quali punti devo sollevare?
- Che esempi devo dare?
- Che storie devo raccontare?
- Che immagini devo mostrare?
Non pongono invece la domanda critica: cosa stanno facendo gli studenti? Se li osservassero, si accorgerebbero che se ne stanno seduti passivamente. Non possono imparare molto in questo modo. Come mai gli insegnanti non spingono verso un apprendimento più attivo? Innanzi tutto perché non comprendono la teoria, e poi perché limitarsi a parlare è molto più facile e rilassante che inventarsi eserci costruttivi ed attivi.
Siamo pronti a lavorare
Dato che sono le nostre azioni a determinare quanto impareremo, è chiaro che dobbiamo lavorare. Purtroppo pochi ne hanno davvero la voglia, e troppi credono che l'auto-apprendimento sia così facile. Ed il nostro sistema di educazione, e la nostra cultura, rinforzano costantemente questa illusione. Molti studenti prendono voti più alti di quelli che si meritano, ed i libri e le riviste, le radio, la televisione promettono mille modi facili e rapidi per perdere peso, guadagnare la salute, imparare le lingue, arricchirsi con la borsa e la compravendita immobiliare, e così via.
Raramente nel poker si leggono proclami de genere, ma lo stesso alcuni sembrano suggerire la possibilità di guadagni del tutto irrealistici. E gli ingenui si aspettano naturalmente di poter rapidamente "salire al livello successivo", rimanendo quasi sempre delusi. Che succede dopo? Vanno in cerca di un'altra soluzione a buon mercato, rapida e semplice. Sperano che un altro libro o un'altra lezione possano dare loro i risultati che si meritano. La gente si aspetta ingenuamente che i programmi di auto-apprendimento siano divertenti. Non ci si può ragionevolmente aspettare di fare grandi miglioramenti guardando video divertenti o leggendo in maniera superficiale libri ben scritti. Gli strumenti sono passivi, e, noi dobbiamo essere attivi, e lavorare sodo. Dobbiamo inoltre lavorare con intelligenza, e su questo si basano i prossimi tre principi.
Capiamo bene ciò che che serve.
Saltare questo passaggio fa sprecare alla gente tempo e denaro. Comprano un libro, noleggiano un coach. Ma è come andare da un medico e dirgli: "Dammi una ricetta per la penicillina." Un medico competente non vi darà nessuna ricetta senza prima aver ottenuto le informazioni necessarie, e non solo sui sintomi attuali, ma anche sulla nostra medica, perché si tratta di informazioni utili a diagnosticare i problemi ed a trattarli in modo più efficace.
La stessa logica vale per il miglioramento del nostro gioco (poker). Dobbiamo esaminare a fondo i "sintomi" (ossia le cause apparenti dei risultati deludenti), ed il nostro intero schema di punti di forza e di debolezza.
Scegliamo gli attrezzi adatti
I libri, i video, i software, sono solo attrezzi, e come tutti gli attrezzi funzionano per scopi ben precisi (non è il caso di martellare un chiodo con un cacciavite, e pochi ci proverebbero. Nel poker, però, è spesso il caso. C'è chi paga un insegnante perché gli spieghi le probabilità e la strategia di base, quando con un libro potrebbero imparare le stesse cose pagando molto meno. O, specularmente, cercano di analizzare il proprio stile di gioco con un libro, laddove un coach sarebbe molto più utile.
Usiamoli in modo corretto
Ma anche usare gli attrezzi migliori non ci servirà a molto se non li usiamo nel modo appropriato. E troppe persone non imparano ad usarli, o non si sforzano abbastanza a farlo. Molti libri, ad esempio, contengono dei quiz, ma pochi li completano tutti. E quasi nessuno discute dei suoi risultati con altri lettori, per capire i motivi per i quali ha sbagliato delle risposte, e cosa queste risposte suggeriscono sulle sua abilità, sulle sue attitudini, e sui suoi punti deboli.
Quello è lavoro. E, ancora peggio, l'autocritica fa male. Moltissimi quindi leggono il libro, lo cancellano dalla lista delle cose da fare, e passano ad altro.
Per diventare dei buoni giocatori di poker nel Texas Hold'em!!!!
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