Andare all-in o foldare nel Texas Hold'em
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- Creato Venerdì, 26 Novembre 2010 07:02
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- Categoria: Strategia
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A volte nel Texas Hold'em occorre prendere la decisione se mettere tutte le fiches o lasciare senza nemmeno vedere il flop. A questo punto cosa fare? Anche in questo caso, sono davvero notevoli le varianti da prendere in considerazione. Le varie tecniche di analisi che abbiamo proposto in altri articoli del sito hanno sempre comportato la scelta di mani che avessero uno sviluppo che potremmo definire standard o lineare. Ossia, quelle, dove si poteva seguire la strategia di un giocatore dal momento in cui aveva ricevuto le due carte personali fino a quando il dealer (mazziere) scopriva l'ultima delle 5 carte comuni (dal flop al river). Di ogni fase abbiamo analizzato le decisioni del giocatore, per stabilire (infine) quali erano stati i motivi che lo avevano portato alla vittoria o alla sconfitta.
Non spesso, però le mani procedono in cosi lineari. Può capitare, infatti, che in alcuni casi uno o più giocatori siamo sollecitati a mettere tutte (o quasi) le proprie fiches (stack), dopo il flop o l turn o, addirittura, prima ancora di vedere il flop (le prime 3 carte comuni) scoperto. Ciò nonostante, anche nei casi in cui le informazioni che si hanno siano oggettivamente minori, è sempre possibile (anzi è fondamentale) fare dei ragionamenti per arrivare a prendere la decisione più appropriata.
La mano che andremo a studiare è proprio una di questo tipo. La proponiamo, però, in modo leggermente diverso dal solito, per far sì che si possa provare a ragionare esattamente come se fossimo noi i giocatori seduti al tavolo da gioco e ci trovassimo di fronte alla scelta che uno dei giocatori ha dovuto fare. Per questo motivo, giocheremo a carte coperte, mostrando solo quelle in nostro possesso.
Le prime informazioni
La formula del torneo che i nostri protagonisti stanno giocando è un po' particolare. Durante l'anno hanno disputato varie tappe, nelle quali hanno conquistato un certo numero di fiches da utilizzare poi per giocare la sfida conclusiva. Il tavole del Texas Hold'em finale, quindi ha avuto inizio con stack diversi per ogni giocatore, variabili tra le 20 e le 30mila fiches.
Al momento della mano in questione, dopo alcuni player-out, sono rimasti solo quattro giocatori. Ed è fondamentale sapere che tutti e quattro sono già "in the money" (a premi). Questo significa, che in pratica ogni eliminazione raddoppia il guadagno del giocatore ultimo uscito. Per fare un esempio, se con il 4° posto si vincerà 1.000, con il 3° posto si arriverà a 2.000 e cosi di seguito. La situazione vede Giorgio con 85mila fiches, seguito da Damiano con 80mila, Franco con 55mila e infine Gianna con 50mila. L'everage (la media, altro elemento da considerare) è di 67.500 fiches, con due giocatori sopra e due sotto.
I bui sono, rispettivamente, 2.000 SB (piccolo buio) e 4.000 BB (grande buio). In generale, si dice che quando un giocatore ha a disposizione 10 grandi bui o meno è già molto "short" (corto) ed è quasi obbligato ad andare all-in ogni mano. Per la struttura di questo torneo di poker, però, la differenza tra il chip leader e l'ultimo in classifica è nell'ordine di 10 grandi bui e che chi è in testa ne ha a disposizione solo più di 20. Questo per dire che la giocabilità è ancora sufficientemente alta.
Seduti al tavolo
Apprese queste informazioni iniziali, è il momento di sedersi al tavolo, precedendo il posto di Gianna, che è nella posizione del bottone (l'ultima a parlare dopo il flop), quindi la posizione migliore in una mano di Texas Hold'em. SB e BB sono rispettivamente, Giorgio e Franco, mentre "Under the gun" è Damiano. Il dealer (mazziere) dà le carte e Gianna riceve A-J suited (picche). La mano A-J di colore giocata contro altri tre giocatori con carte indeterminate (o casuali) ha una possibilità di vincita del 37,26% (diciamo 37%). Ovviamente, in termini prettamente teorici, perché poi dipenderà sempre da che cosa hanno, in questa precisa occasione gli altri giocatori avversari.
In ogni caso, Damiano che è il primo a parlare, decide semplicemente di vedere l'importo del grande buio mettendo nel piatto 4mila fiches. Molto probabilmente non avrà un gran punto, perché altrimenti, nonostante la posizione non propizia, avrebbe comunque fatto un raise (rilanciato). Il fatto di avere solo chiamato (call) probabilmente significa un tentativo (peraltro un po' maldestro) di partecipare alla mano senza investire tante fiches.
E' quindi il turno di Gianna (quindi il nostro) che con A-Js effettua un rilancio di 15mila fiches, un po' più di tre volte il grande buio, a causa dell'entrata in gioco anche di Damiano. E' il turno di Giorgio, che decide, dopo attenta riflessione, di controrilanciare fino a 35mila fiches. La mossa provoca l'uscita dalla mano di Franco che evidentemente non ha carte necessarie per accettare la puntata, e anche dello stesso Damiano, cosa che conferma l'analisi iniziale. La parola, quindi, è nuovamente di Gianna (sempre noi).
E' ora di prendere una decisione
Gianna si trova di fronte a una scelta che sarà di sicuro decisiva per proseguire nel torneo. Esclusa la possibilità di vedere semplicemente la puntata di Giorgio, l'alternativa è tra andare all-in, mettendo nel piatto le rimanenti 35mila fiches, oppure lasciare (fold), perdendo le 15mila fiches già investite. La decisione non è delle più semplici. Il primo pensiero potrebbe essere quello di buttare le carte, tenendosi le fiches per una mano migliore. Possibile, certo, ma prima di decidere la situazione merita comunque un'attenzione e dettagliata analisi tecnica.
Gianna allora inizia a riflettere, cercando di capire con che cosa Giorgio ha effettuato il suo rilancio.
La "prima possibilità" è che lo abbia fatto con una coppia di Assi, cosa che darebbe a Gianna ben poche possibilità di successo. "Scoppiare" (un termine tecnico che vuol dire "battere") due Assi con un Asso e un Jack, sia pure di colore, è un'impresa che si potrebbe definire titanica. Si ha, infatti, solo più del 12% di probabilità di vittoria.
"Seconda eventualità" è che il rilancio, invece, sia stato fatto con una coppia di K o di Q. Gianna avrebbe così, l'Asso libero, nel senso che con un Asso nelle cinque carte comuni (e senza K o Q) vincerebbe la mano. In questo caso, Gianna avrebbe il 32% di possibilità di vincere, il 68% di perdere.
"Terza eventualità" (la migliore per Gianna) è che Giorgio abbia rilanciato con una coppia inferiore al Jack, cosa che implicherebbe che i due si giochino dei "coin flip" (lancio della monetina). La percentuale esatta varia in base alla coppia che Giorgio potrebbe avere in mano, ma Gianna avrebbe in ogni caso tra il 45 e il 50% di possibilità di vincere.
"Quarta eventualità" è che il contro-rilancio sia stato effettuato senza una coppia, ma con un Asso e carta alta. Inferiore al Jack? Improbabile. Con A-J? Non da escludere del tutto, ma altrettanto difficile: perché rischiare di compromettere quanto di buono fatto fino a quel momento?
La cosa più probabile è che, in questo caso, la seconda carta (kicker) sia un K o Q, quindi più alta del Jack. Se così fosse, Gianna sa che vincerebbe solo "centrando" un Jack nelle cinque carte comuni, oppure realizzando un colore o una scala. Che tradotto in percentuali significherebbe 68% circa per Giorgio, poco più del 27% per Gianna e 4,5% di possibilità di dividere il piatto (split).
Altre ipotesi sono da escludere, a meno che Giorgio non stia facendo un mega bluff...
Coppia d'Assi e bluff a parte, quindi, le possibilità di vittoria di Gianna sarebbero del 50% circa nel migliore dei casi, del 27% nel peggiore. Se Gianna non avesse ancora messo nulla nel piatto, la matematica sconsiglierebbe di andare all-in. Per giocarsi 50mila fiches e vincerne poco di più, infatti bisogna avere almeno il 50% di possibilità di successo, altrimenti non conviene. In questo caso, però, Gianna di fiches ne ha già messe 15mila, per cui il ragionamento che deve fare è che aggiungendone 35mila ne potrà portare a casa 108mila (Giorgio, infatti, vedrebbe sicuramente).
Ci sono le "odd", quindi?
Se lo scontro fosse al 27% (dunque nel peggiore dei casi) non del tutto, perché la cifra esatta da mettere affinché l'investimento sia economicamente conveniente sarebbe di poco più di 29mila fiches (29.160 per essere esatti). Esiste, però anche una remota (4,5%) possibilità di dividere. Quindi la percentuale di non perdere arriva la 32%. Le odd ci dicono in questo caso che l'investimento sarebbe conveniente fino a 34.500 fiches, pochissimo meno di quelle che Gianna dovrebbe aggiungere. In più, non va dimenticato, non c'è la certezza assoluta di giocarsi il colpo con queste percentuali, perché Gianna si potrebbe ritrovare molto vicino al 50%.
Una difficile scelta
Come si può notare, il concetto di odd è variabile, nel senso che lo stesso colpo può convenire o meno in base a quanto un giocatore ha già messo nel piatto.
Per completare il suo ragionamento, Gianna deve anche pensare a che cosa succederebbe se decidesse di lasciare. Le rimarrebbero 35mila fiches, contro le 46mila di Franco, le 76mila di Damiano e le 108mila di Giorgio, che si troverebbe in netto vantaggio. Certo, la differenza con Franco non sarebbe così eccessiva e un raddoppio la porterebbe molto vicina a Damiano, con la possibilità quindi di vincere un premio parecchio più alto. Gianna, però, sa anche che nel giro di poco tempo sarebbe costretta ad andare all-in (con soli quattro giocatori il "giro", che costa 6mila fiches, è breve) e lo dovrebbe fare più o meno con qualsiasi carta. Se eviterà di scontrarsi con una coppia, in ogni caso avrà almeno il 35% di possibilità di aggiudicarsi il piatto (due carte qualsiasi contro due alte hanno infatti questa percentuale). Dunque, è meglio giocare per 108mila fiches con il 27% circa di probabilità di vincere o per 70mila con almeno il 35%?
La decisione è tutta qui. Certo, nel primo caso se Giorgio avesse una coppia d'Assi le percentuali di Gianna crollerebbero, portandola a una quasi certa eliminazione, mentre nel secondo caso la fortuna (due buone carte) potrebbe anche farle giocare un raddoppio da favorita. Vincendo il colpo contro Giorgio, però, Gianna si troverebbe in testa al torneo, con un buon vantaggio sul secondo. In questa situazione, se vi foste trovati al posto di Gianna che cosa avreste fatto?
Carte scoperte
E ora "scopriamo" le carte, perché Gianna ha deciso di andare all-in e Giorgio ha ovviamente visto, mostrando un Asso di fiori e un Kappa di picche, 27,2% di possibilità di vincita per Gianna, 68,3% per Giorgio e il 4,5% di fare split. Per fortuna di Gianna la prima carta delle tre del flop è un Jack (fiori), che ribalta completamente il discorso. Insieme al Jack escono un 5 (quadri) e un 7 (cuori), che danno a Gianna un grande vantaggio, con l'86% di possibilità di aggiudicarsi il piatto. Turn e river non modificano la situazione (J-5-7-9-10) e Gianna vola in testa al torneo, mentre Giorgio crolla in ultima posizione.
Perché Gianna ha vinto la mano
Gianna ha vinto indubbiamente perché è stata fortunata. Lo scontro con Giorgio, infatti, la vedeva sfavorita, ma il Jack al flop ha ribaltato la situazione. Quello che va capito è se ha fatto o meno la scelta giusta, al di là del colpo di fortuna. Ebbene, come abbiamo visto, la matematica (sia pur di poco) le dava torto, ma considerato il momento del torneo di Texas Hold'em, la possibilità di diventare chip leader e il fatto che quelle mostrate da Giorgio erano, per lei, le due carte peggiori possibili, forse alla fine la sua decisione è stata corretta.
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