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Giocare pochi dollari al poker online e vincere milioni di euro alle WSOP

Chris MoneymakerGiocare pochi dollari al poker online e vincerne milioni al Texas  Hold'em.

Vincere un torneo online, sfidare i giocatori più forti del panorama pokeristico mondiale e portarsi a casa milioni di dollari. Una storia reale come quella di Chris Moneymaker.
Le WSOP (World Series of Poker) del 2003, gli ormai famosi campionati mondiali di poker (oggi), sono ricordate per sempre, come un evento eccezionale, l'inizio di una nuova era per il Texas Hold'em. Nel 2003, ad aggiudicarsi il torneo più prestigioso (main event) fu un giocatore assolutamente sconosciuto, uno dei tanti che riuscì a battere i più forti giocatori del mondo. Un impiegato di 28 anni americano dimostrò che chiunque (ovviamente non solo per bravura ma anche una buona dose di fortuna, sempre necessaria) partendo da pochi soldi online può realizzare un sogno incredibile, vincendo una montagna di denaro, 2,5 milioni di dollari e cambiare in modo radicale la propria vita.

Questa è la fiaba (vera) di Chris Moneymaker (il cognome un destino) è la realizzazione del sogno di ogni giocatore amatoriale. Nel 200 apre un conto di gioco nella poker room online "PokerStars" scegliendo come nickname "Money800" (che non è cambiato). Avendo un lavoro come contabile, il poker online all'inizio è per Moneymaker poco più di un passatempo. Fino a quando nel 2003 non gli capita l'opportunità che gli cambierà la vita per sempre. Moneymaker si iscrive a un torneo satellite di PokerStars, con una quota d'iscrizione di appena 39 dollari. Lo vince e si aggiudica l'iscrizione garantita alle WSOP del 2003. Investendo una cifra esigua vince la partecipazione al torneo più prestigioso al mondo, una competizione per la quale sono necessari 10 mila dollari solo come quota d'iscrizione!

Moneymaker come esempio ed effetto.
A questo punto Chris deve affrontare un problema non secondario, quello dei soldi necessari per il viaggio a Las Vegas dove si svolgerà il torneo. La scelta più semplice e logica è quella di chiedere aiuto al padre e a un amico che gli danno i soldi necessari in cambio di una piccola percentuale sulle future vincite. Una scelta che alla fine si dimostrerà un investimento ottimo! Chris non solo è riuscito a trasformare i 39 dollari spesi online in ben 2,5 milioni di dollari. La sua vittoria ha portato la popolarità del Texas Hold'em ai massimi vertici.

Gli spettatori che hanno seguito il torneo in TV si sono fatti la stessa domanda: se c'è l'ha fatta un contabile americano, perché non posso riuscirci anch'io? Il successo di Moneymaker è considerato l'inizio di un epoca d'oro del poker, la sua vincita ha spinto il movimento pokeristico con migliaia di persone ad aprire un conto di gioco in una poker room online, per giocare in internet.
Non solo, questo inaspettato successo alle WSOP ha fatto molto bene da un punto di vista economico anche al mondo del poker professionistico. L'aumento della popolarità intorno al gioco ha fatto si che l'anno successivo (2004) a quello del trionfo di Chris il premio finale delle WSOP raddoppiasse e l'anno dopo addirittura raggiungesse la sbalorditiva somma di 7,5 milioni di dollari.

Gli ascolti record registrati durante tutto il torneo hanno portato un maggiore interesse anche da parte dei media, in particolar modo nei network televisivi, che hanno iniziato a seguire i tornei più importanti trasformando i giocatori di poker in vere star. Questi sono i motivi che hanno reso la vittoria di Moneymaker un evento eccezionale nella storia del poker e che hanno fatto parlare di "Effetto Moneymaker".
A rendere ancora più incredibile il risultato finale dell'edizione 2003 delle WSOP è stato il fatto che per Chris si trattasse della prima partecipazione ad un torneo dal vivo.

Bravura o Fortuna o tutte e due?
Il primo giorno del torneo Chris l'ha gestito interamente in difesa, poi ha capito di dover mettere da parte l'emozione della "prima volta" e il timore di trovarsi davanti delle vere leggende del poker, e iniziare a giocare in modo aggressivo. E' evidente che la fortuna ha avuto un ruolo fondamentale in più di un'occasione durante il suo torneo.
Ad esempio, avrebbe potuto finire quasi subito se in una delle prime mani il mazziere non avesse girato il terzo 8 contro due Assi dell'avversario. Come sappiamo però la fortuna aiuta gli audaci e Moneymaker durante tutto il torneo ha dimostrato di avere del talento e tanto coraggio, vincendo mani importanti grazie anche a dei bluff. In particolare, il bluff giocato al tavolo finale, durante il testa a testa decisivo per l'assegnazione del titolo di campione del mondo contro uno dei migliori giocatori professionisti in circolazione, Sam Farha, è considerato da molti il bluff del secolo, proprio perché ha cambiato la storia del poker.
L'all-in che Chris ha fatto al river senza alcun punto in mano, mossa che ha costretto Farha a foldare (passare) una mano già vinta, gli ha permesso di consolidare la sua posizione di chip leader fino al successo finale.

Vediamo ora come è andata la mano che ha fatto girare la partita definitivamente dalla parte di Moneymaker. Lo faremo dal punto di vista di chi la mano l'ha persa, Sam Farha.
Siamo al final table delle World Serie of Poker e Farha, giocatore professionista tra i migliori al mondo in circolazione, è sicuramente sorpreso di doversi giocare il titolo e il montepremi di campione del mondo con uno sconosciuto. E' lui che ha tutto da perdere e un po' di preoccupazione deve averla visto che in passato ha dichiarato di aver sempre problemi quando deve giocare contro "inesperti giocatori". Possiamo considerare Moneymaker un cattivo giocatore anche se è arrivato all'heads up delle World Series?

Sicuramente Farha lo ritiene più debole e molto fortunato. Proprio al tavolo finale lo ha visto eliminare Phil Ivey, uno dei giocatori più quotati alla vittoria finale, realizzando un full di Q con Assi contro un full di 9 con Donne con l'ultima carta girata sul tavolo. La situazione prima della mano che stiamo per analizzare vede Chris condurre con 4.620.000 mila chips, mentre Farha ha davanti 3.770.000 chips.

Pre-flop.
Il dealer (mazziere) distribuisce le due carte coperte a entrambi i giocatori e Farha inizia la mano con un 9 di cuori e una Donna di picche. Vedendo che il suo avversario è intenzionato a puntare, cerca di metterlo in difficoltà sconsigliandoglielo. Quella di parlare al proprio avversario per innervosirlo o capirne le intenzioni è una tattica che molti professionisti utilizzano e Farha è un giocatore che stuzzica gli avversari e ne studia molto attentamente i comportamento al tavolo. Moneymaker non si fa intimidire e punta 100 mila chips. Farha non ci pensa molto e vede la puntata (call). Donna e 9 non sono due brutte carte, soprattutto in un testa a testa, e la puntata di Chris non è stata tale da incutergli al momento alcun timore.

Prime tre carte scoperte "Flop".
Le tre carte del flop sono ottime per Farha: 9 di picche, 2 di quadri e 6 di picche. Farha, dopo che è stato girato il flop, ha la coppia più alta al tavolo, due 9. Lui non lo sa, ma in questo momento le su probabilità di vincita sono dell'82%. Potrebbe puntare, tuttavia, insospettito dalla punta iniziale di Chris o più probabilmente speranzoso di poter spillare più chips al suo avversario con il "turn" decide di "bussare" (check). E' molto probabile che se avesse puntato in questo momento, forte della coppia più alta, avrebbe chiuso subito la mano.
Anche Chris decide di bussare. Farha, da ottimo giocatore professionista qual'é, continua a scrutare il suo avversario in cerca di un movimento o di un'espressione che possa fargli capire la sua effettiva situazione. Nascosto dietro un paio di occhiali scuri a specchio e un cappellino, sempre molto freddo e imperturbabile, Moneymaker è molto bravo a non rispondere alle provocazioni di Farha e a non dare all'avversario alcuna indicazione.

Quarta carta scoperta "Turn".
Arriviamo velocemente alla quarta carta girata sul tavolo, il turn. Il dealer gira un 8 di picche. Farha ha ancora la coppia più alta, i due 9, ma il fatto che si siano tre picche sul tavolo potrebbe aver permesso a Moneymaker di realizzare colore (se quest'ultimo avesse due carte di picche in mano); anche la possibilità che il suo avversario possa realizzare una scla non sono da scartare.
Le probabilità di vittoria per Farha, dopo il turn, sono scese al 61%. La situazione potrebbe ulteriormente complicarsi, per cui Farha decide di rompere gli indugi. La carta girata con il turn gli suggerisce di cercare di far dinire la partita a questo punto, senza far girare la mazziere la quinta e ultima carta sul tavolo (river). Decide di puntare 300 mila chips, sperando che il suo avversario passi la mano. Senza dubbio è sorpreso e molto preoccupato nel vedere che Moneymaker decide non solo di vedere ma di rilanciare di altri 500 mila chips.
Farha reagisce d'impulso e vede subito il rilancio dell'avversario. Evidentemente per lui conta quello che si vede sul tavolo più delle carte che Moneymaker può avere in mano, sente puzza di bluff e i suoi due 9 sono ancora la coppia più alta al tavolo.

Quinta carta scoperta "River".
Il river è un 3 di cuori e non può che aumentare la certezza di vittoria da parte di Farha che con i suoi due 9 ha ancora la coppia più alta. Ma alcuni dubbi al giocatore professionista restano: le carte girate sul tavolo potrebbero aver permesso al suo avversario di realizzare colore di picche o una scala. Per questo motivo decide di non puntare ma di bussare e vedere la mossa del suo avversario. Farha, dopo che Moneymaker ha rilanciato al turn, si aspetta una puntata intimidatoria da parte di quest'ultimo e molto probabilmente è pronto a rilanciare o semplicemente vedere per smascherare quello che ai suoi occhi appare sempre più un tentativo di bluff.
A questo punto però avviene l'imprevedibile: Chris senza pensarci molto decide infatti di andare all-in puntando le 3.720.000 chips che gli sono rimaste davanti. Farha appare molto sorpreso, di certo non si aspettava una mossa del genere. Deve prendere una decisione molto difficile in quanto se è vero che vedere l'all-in e vincere lo porterebbe nettamente in testa, una sconfitta vorrebbe dire addio al torneo. Il dubbio che il suo avversario stia bluffando è forte.
Farha pensa che probabilmente l'avversario abbia fallito la scala e glielo dice pure, cercando una reazione che invece non c'è. Chris è una statua! E se invece la scala l'avesse centrata davvero? Se avesse una coppia in mano più alta della sua, un colore o un tris?
Alla fine, dopo averci pensato bene, Farha decide di passare la mano che a sua insaputa avrebbe potuto vincere con la sua coppia di 9. Avendo gettato le carte non ha la possibilità di vedere quelle di Moneymaker e cosi rimane per il resto della partita col dubbio di aver gettato una mano decisiva per la vittoria del torneo.

Probabilmente Farha ha deciso di non andare all-in perché ha pensato che la partita sarebbe stata ancora lunga e avrebbe avuto altre opportunità per recuperare. E' possibile anche che lui, giocatore professionista tra i migliori al mondo, non abbia reputato il suo avversario, un dilettante, capace di escogitare un bluff simile.

Perché Moneymaker ha vinto?
Chris ha vinto questa mano famosa in modo aggressivo, sfruttando al massimo la passività del suo avversario e l'effetto sorpresa. Chris inizia con Kappa e un 7 in mano e fino alla quarta carta girata la tavolo (turn) è probabile che si senta più forte di Farha, che non ha rilanciato prima del flop e non ha puntato dopo le prime tre carte girate sul tavolo (flop).
Quando il dealer gira la carta e Farha punta 300 mila chips, Moneymaker è quasi sicuro che il suo avversario abbia minimo una coppia. Lui ancora non ha un punto, ha un progetto di colore di picche e una scala bilaterale che potrebbero realizzarsi con l'ultima carta al tavolo (river). Potrebbe semplicemente vedere la puntata di Farha e sperare di trovare la carta giusta alla fine, ma decide di fare una mossa che alla fine risulterà vincente per questa mano e per la vittoria del torneo. Chris rilancia di ben 500 mila chips, probabilmente mosso anche dalla passività di Farha, che non ha puntato sul flop e che gli ha fatto capire di temere le sue carte.
Il fatto che Farha veda immediatamente il suo rilancio non cambia la sua tattica aggressiva. Farha ancora una volta si dimostra passivo e bussa anche dopo aver visto la quinta e ultima carta girata sul tavolo. Una decisione che è un invito a nozze per l'aggressivo Moneymaker che decide di puntare all-in.
E' probabile che nella sua testa abbia immaginato la reazione del giocatore professionista: possibile che questo ragazzo venuto dal nulla possa giocarsi il torneo con un bluff di questo livello? Il suo coraggio alla fine è risultato essere fattore determinante che gli ha permesso di portarsi a casa il braccialetto d'oro e i milioni di dollari che spettano al campione del mondo.

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